Martino Gaudiano

Senza il passo sicuro e l’occhio severo dell’esperto, e senza il sapere di chi si può concedere il distinguo di una critica, sono entrato nei segni e disegni di Martino Gaudiano…

Con l’andatura incerta di chi non ha mai imparato l’arte delle ombre e dei colori, e con addosso l’abito vulnerabile dell’emozione e la fronte alta della sorpresa, ho infilato il passo del curioso dentro le creazioni e le creature dell’artista.

Entrando, ho traballato sugli orli, e con la bocca larga della sorpresa ho ingoiato l’immobilità dei movimenti. Dentro lo sguardo, come il riflesso di uno specchio, mi sono entrate le stagioni di Martino. L’attesa dell’Autunno, la fatica dell’Inverno, la speranza della Primavera, e il riposo dell’Estate. Stagioni vive come una verità, che nel loro mescolarsi, immediatamente si sono ribaltate nell’intimità di uno stato d’animo personale, perché l’artista crea e l’ammirazione acquista, così che nel passaggio ho azzardato il mio nome e la mia storia sopra quegli umori.

Proseguendo, ho appoggiato il mio acquisto sopra i rettangoli del tempo, attraversando il vento potente delle rabbie che continuano a cercarsi una soluzione, e poi mi sono steso e disteso sul soffio leggero di una maturità che prova ad afferrare la quiete di una pace. Segni marcati, sfumature sottili, e dolcezze musicali che insieme legano una storia dipinta con la mano del cuore.

Superando l’incertezza degli orli, passeggiando sulla confidenza degli umori, rumori e colori, ho incrociato le malinconie del passato, quando tutto era migliore perché avevamo dalla nostra il potere della gioventù, e poi mi sono agitato il passaggio per le figure incerte di un futuro, perché l’incognita non ha risposte, se non l’ipotesi eterna di un’immaginazione.

Incastrato negl’angoli di una passione, ho catturato la bellezza e carezza dei visi di donna, poi mi sono scosso l’agitazione per gli uomini senza occhi, e infine mi sono sollevato e riposato con i distingui permanenti degli animali, messi lì come a voler sottolineare dentro il racconto di un mondo incerto, la meraviglia di una certezza.

Uscendo dalle mani, dagli occhi e dal cuore dell’artista, ho riposato lo sguardo, e sentendo il giro forte di un’emozione girarmi ancora in petto, ho lasciato quel luogo del non sapere ringraziando la passione e il piacere dell’uomo dei segni e dei disegni, il caro amico Martino.