Martino Gaudiano è uno di noi. Ce l’hai nel cuore, puoi non vederlo per mesi ma se lo incontri il mondo ti sorride. Non c’è una persona, un suo alunno, un suo collega che non lo stimi e non ambisca ad essere suo amico.

Come abbia fatto a conquistare tanta simpatia è un mistero… lui che è così riservato da mettersi sempre dietro, in secondo piano, per non essere notato, lui che sta sempre al suo posto e si guarda bene dall’invadere lo spazio altrui, lui che non parla se non conosce l’argomento.

Che sia proprio questa riservatezza la forza della sua simpatia? Credo proprio di si, perché con quei suoi modi riservati lui, inconsapevolmente, rende importante l’altro… cosa assai rara per questa società moderna. Probabilmente è stata proprio questa naturale capacità empatica a consentirgli di tirare fuori il meglio da ogni suo allievo. 

E poi c’è un’altra cosa… la certezza di potersi fidare di lui. Mai che Martino sia venuto meno ai suoi impegni, lui c’era sempre, per un suggerimento, per un consiglio.

Martino ora ha lasciato la scuola ma il segno del suo passaggio resterà indelebile. Un segno sicuro e pulito come lui ha sempre insegnato a tracciare sui fogli da disegno o a dipingere sui vari ripiani e preciso come i gesti e la voce che richiedeva nella recitazione. Tanti anni dedicati ai ragazzi di San Daniele, di Dignano, di Rive… una generazione “passata” tra le sue mani, che ha goduto delle sue doti professionali e umane… una generazione fortunata!

Molto tempo fa scelse San Daniele del Friuli come sua patria adottiva, ora questa città gli deve molto… deve essergli riconoscente per l’esempio morale e civile che ha sempre trasmesso; anche se sono certo che il tanto che egli ha dato gli è stato restituito dalla gratitudine dei ragazzi stessi. Molti di questi, ormai diventati adulti, ancora si emozionano quando lo incontrano per strada nelle sue sempre più frequenti passeggiate: lui ti guarda, ricorda, ti sorride e in quel preciso istante sei “fregato”… è il mondo che ti sorride.

Un ultimo doveroso pensiero va speso per ricordare, anzi per non dimenticare, che tutto questo è stato possibile anche perché ci sono stati una splendida famiglia e tanti fantastici colleghi che l’hanno sempre sostenuto: compagni di viaggio, con cui Martino ha potuto lavorare, intendersi e dare il meglio di sé.

Grazie Martino!!